Ascanio Celestini al Vivafestival con “Il razzismo è una brutta storia”

MACERATA – Si chiude con Ascanio Celestini l’edizione 2009 del Vivafestival, che quest’anno ha coniugato la Nonviolenza all’integrazione.

Sul palco del teatro Lauro Rossi mercoledi 18 novembre l’artista romano porterà il monologo “Il razzismo è una brutta storia”. Un patchwork di racconti “scritti in fretta dopo l’incendio di un campo nomadi, dopo il naufragio di una barca di emigranti in fuga o dopo la dichiarazione folle e calcolata di qualche politico”, come ha detto lo stesso Celestini. “Intorno a questi frammenti ne ho messi altri e ho cucito una serie di storie vecchie e nuove alle quali se ne aggiungeranno altre”.

Sarà un viaggio nel linguaggio razzista, usato con incoscienza o con compiacimento. Nei tic, negli automatismi, nelle paure “che poi sono le stesse nostre” del razzista medio. Quello che proprio perché è consapevole di vivere un conflitto inizia dicendo “Io non sono razzista…”. Imparare a fare l’orecchio alle sue parole – spiega Celestini – è lo scopo dello spettacolo: “Perché è come in guerra, una partigiana mi ha raccontato che quando le hanno sparato la prima volta non capiva perché non riconosceva il rumore delle pallottole”. Ecco allo stesso modo – dice Celestini – noi dobbiamo imparare a riconoscere il “rumore del razzismo”. Entrare in certi automatismi e scardinarli.

Impadronirsi della narrazione che sta dietro a certi comportamenti. Perché il razzismo, appunto, è anche e soprattutto una “gran brutta storia”. Un modo mistificatorio di raccontare l’altro. “Goebbels diceva: ‘Ripeti una bugia molte volte, alla fine la trasformi in una verità’.

Vivafestival, al Pathos Danilo Dolci e la pratica della maieutica reciproca.

MACERATA – Incontro con le scuole e sperimentazione di un dialogo collettivo sulla non-violenza al Pathos: oggi e domani proseguono, infatti, gli appuntamenti con Vivafestival, iniziativa contro la non-violenza e per l’integrazione, in corso a Macerata fino a dopodomani, con un ricco programma di teatro, cinema d’animazione, incontri e installazioni.

Le iniziative della manifestazione sono a cura dell’associazione ViVa, con il patrocinio di Comune e Provincia di Macerata, Regione Marche e ministero delle Politiche giovanili-Pogas.

Oggi e domani sono in programma gli incontri con gli studenti dell’Istituto tecnico agrario e dell’Itas di Macerata: durante le ore di lezione si terrà una conferenza di Amico Dolci, membro del Centro per lo sviluppo creativo “Danilo Dolci”.

Tema della conferenza sarà appunto la figura di Danilo Dolci, sociologo, poeta e attivista della non-violenza italiano, con proiezione di video divulgativi e filmati. Domani è previsto anche l’incontro al Pathos con la “pratica della maieutica reciproca”: Amico Dolci proporrà la sperimentazione di un dialogo collettivo sul tema “Nonviolenza” attraverso la prassi della maieutica reciproca, strumento di comunicazione e integrazione, metodo di comunicazione non violenta, sviluppato da Danilo Dolci.

L’incontro al Pathos, pubblico ed aperto a tutti, è rivolto in particolar modo agli operatori e educatori che lavorano con l’età dell’adolescenza.

Cinema e installazione site-specific per il terzo appuntamento del Vivafestival

Installazione Simone AlessandriniMACERATA – Terzo appuntamento per il Vivafestival che prosegue il percorso tracciato dall’Associazione Viva sulla strada della nonviolenza e dell’integrazione. E dopo teatro e caffè filosofico, giovedi 12 novembre saranno cinema e installazioni i canali attraverso cui veicolare il messaggio. Una giornata densa di appuntamenti a cominciare dalle ore 12.00 quando presso la sala Svodoba dell’Accademia delle Belle arti di Macerata si svolgerà la lectio magistralis sul cinema d’animazione di Andrea Martignoni dedicata agli studenti dell’Accademia, in collaborazione con il corso di comunicazione visiva multimediale. A seguire, a partire dalle 16, Martignoni proporrà una rassegna di corti animati, con proiezione di cortometraggi da tutto il mondo sui temi del festival.

Festival che alle 18.30 propone un intervento site-specif nel centro di Macerata, in corso della Repubblica 47, nei locali dell’ex Sala Giochi. Qui, l’artista/designer Simone Alessandrini con un’istallazione artistica farà sperimentare un ingresso inedito nel senso della Nonviolenza. Attraverso la suggestione dell’opera d’arte creata per l’occasione dall’artista, si entra in una creazione di carta che ci accoglie dentro un’opportunità: quella di essere parte di qualcosa, di partecipare con la semplice presenza ad un’esperienza creativa.

L’opera vuole essere la metafora del festival: la creatività, l’esempio, l’azione, il pensiero di ciascuno può costruire un intero mondo fatto in comune, insieme.

Tanto che l’istallazione risulterà incompiuta e si completerà nella sua interezza con il contributo dei visitatori, che fino a giovedì 19 novembre potranno completare l’opera aggiungendo il proprio pezzetto di carta.

Il Vivafestival prosegue il 17 novembre al Pathos Cafè con la “pratica della maieutica reciproca” di Amico Dolci sulla nonviolenza. Per finire, il 18 novembre con il monologo “Il razzismo è una brutta storia”, di e con Ascanio Celestini al Teatro Lauro Rossi.

Caffè filosofico sulla nonviolenza.

Manifesto del Vivafestival 2009MACERATA – Stasera, venerdì 6 novembre alle ore 21 al Pathos Cafè, si terrà un incontro, o meglio un caffè filosofico, sulla parola “nonviolenza” e il suo significato con l’apporto di Vesna Bijelic, Presidente Associazione Nazionale Psicofilosofi, che per l’occasione vestirà i panni del moderatore

L’iniziativa rientra all’interno del VivaFestival, dedicata alla nonviolenza e all’integrazione. Abbiamo contattato Federica Curzi, dell’Associazione Viva, per saperne di più.

VivaFestival nasce dall’idea di “parlare di nonviolenza” e di “metterla in relazione con argomenti della vita quotidiana, per riuscire a farla diventare un argomento frequentabile da tutti, divulgarne il messaggio e le fonti”. E’ così che, dai dialoghi della nonviolenza si è arrivati alla costituzione dell’Associazione Viva e, nel 2007, al primo VivaFestival. “Il festival riprende l’intenzione originaria di divulgare la nonviolenza, ma aggiunge un altro elemento, ovvero quello di parlare attraverso i molti linguaggi della cultura e delle arti” ed è per questo che VivaFestival è, allo stesso tempo, teatro, dibattito, cinema d’animazione, dialoghi, installazioni artistiche ma anche molto altro ancora.

L’edizione odierna, partita il 31 ottobre, appare allora quasi l’acme di un percorso iniziato ormai da tempo nonché l’edizione “che più assomiglia all’intento originario”.  Specifica Federica Curzi: “La nonviolenza non è da identificare con il pacifismo, dato che può essere chiamata in causa non soltanto all’interno di conflitti armati e di guerre”; al contrario “inizia molto prima della guerra”. La nonviolenza è “nello sguardo sul mondo che hanno le persone, nello sguardo sull’altro, nel riconoscere la dignità, la libertà, l’eguaglianza, i diritti fondamentale degli esseri umani”.

Il festival si è aperto con lo spettacolo “Da Venerdì a Domenico, il viaggio di Robinson Crusoe”, svoltosi il 31 ottobre a Villa Potenza e dedicato ai temi del colonialismo, della schiavitù e della relazione con l’alterità.

Il 12 novembre si svolgerà dapprima una lezione magistrale sul cinema d’animazione (Sala Svoboda dell’Accademia delle Belle Arti, ore 12), poi una rassegna di corti animati sui temi del festival (Sala Svoboda, ore 16) ed infine, dalle ore 18,30, lungo le vie del centro di Macerata, l’artista Simone Alessandrini curerà un’installazione site-specific, permettendo ai passanti di vivere con lui l’esperienza della costruzione dell’installazione e quindi di condividere con lui un “tempo creativo”.

Il 17 novembre (Pathos Cafè, ore 21) Amico Dolci guiderà, mediante la“pratica della maieutica reciproca”, un dialogo sulla nonviolenza. Per finire, il 18 novembre il festival si concluderà con il monologo “Il razzismo è una brutta storia”, di e con Ascanio Celestini (Teatro Lauro Rossi, ore 21,15).

“Vorremmo creare le condizioni per immettere nel vocabolario e nella prassi di ogni giorno gli atteggiamenti e le possibilità offerte dalla nonviolenza come stile di vita”, conclude Federica Curzi.

da Cittateneo, di Claudia Zavaglini

http://www.unimc.it/cittateneo/cultura-e-spettacolo/caffe-filosofico-sulla-nonviolenza

Caffè filosofico al Vivafestival sulla parola Nonviolenza.

Vesna BijelicMACERATA – Secondo appuntamento per il Vivafestival 2009, che ha come temi guida la nonviolenza e l’integrazione. Venerdi 6 novembre, a partire dalle 21.15 presso il Cafè Pathos in corso della Repubblica a Macerata sarà la volta del caffè filosofico, incentrato sulla parola e il significato della parola Nonviolenza, con l’apporto di Vesna Bijelic, Presidente Associazione Nazionale Psicofilosofi, che per l’occasione vestirà i panni del moderatore.

Vesna porterà il contributo dell’associazione che presiede, la quale si propone di recuperare la filosofia alla concretezza del vivere, poiché divenuta oggi troppo autoreferenziale e astratta. La consulenza psicologica si fonda sull’assunto che sia possibile per il filosofo contribuire a far comprendere meglio al singolo individuo e al gruppo, le modalità di conoscenza e di interpretazione della realtà, permettendo così di superare la circolarità del pensiero che impedisce di risolvere problematiche esistenziali, decisionali, relazionali o professionali.

Inventato da Marc Sautet nel 1992, il caffè filosofico è un momento di scambio e di dialogo cui tutti possono partecipare, ascoltando e/o esprimendo la loro opinione. L’intento è quello di recuperare la dimensione comunitaria originaria della filosofia.

Il carattere filosofico di questi dibattiti viene loro conferito dalla presenza di un filosofo, che funge da “facilitatore” e ha il compito di far procedere la discussione collegiale nella direzione di un progressivo approfondimento, attraverso il confronto critico dei contributi di volta in volta avanzati dai partecipanti.

Ciò che differenzia questo tipo di incontri dalle più tradizionali conferenze è il fatto che il filosofo non è il protagonista. In questi dibattiti non si parla di filosofia, bensì si fa filosofia insieme. La filosofia, esce dalle Università e incontra la vita.

Il Vivafestival 2009, organizzato dall’Associazione Viva, in collaborazione con il Ministero della Gioventù, la Provincia di Macerata e il Comune di Macerata, prosegue così il suo percorso sui temi della nonviolenza e dell’integrazione, tra rappresentazioni teatrali, incontri nelle scuole, proiezioni di film e performance artistiche, per concludersi il 18 novembre al teatro Lauro Rossi con Ascanio Celestini, e il suo monologo “Il razzismo è una brutta storia”.

Oltre 100 spettatori per la Prima del Vivafestival.

Teatro Rebis - Da Venerdi a DomenicoMACERATA – Si è svolto sabato 31 ottobre al Teatro Rebis di Villa Potenza il primo appuntamento del Vivafestival ‘09 Nonviolenza e integrazione. Oltre a raccogliere attorno al tema del razzismo e dell’integrazione più di 100 persone, lo spettacolo è riuscito a lanciare molti spunti per la riflessione sui temi del festival.

Molta partecipazione, infatti, alla discussione che ha seguito l’ottimo spettacolo di Lorenzo Pennacchietti per la regia di Andrea Fazzini. Attraverso la sapiente guida dell’antropologa culturale Barbara Sorgoni – dell’Università di Bologna – siamo entrati nel vivo di un dibattito che ha divulgato nozioni etiche e storiche rispetto al tema del colonialismo (anche italiano) nel suo parallelismo con il tema della costruzione culurale del “razzismo”, molto strumentale alla sottomissione di forza lavoro proveniente da altri paesi, dalle guerre e dalla povertà di altri paesi.

Su questo tenore, dunque, si è proseguito parlando dell’attualizzazione del tema dello sfruttamento: l’immigrazione contemporanea. Altri paralleli sono stati fatti, attraverso domande e considerazioni da parte del pubblico presente, ad esempio con le attuali guerre (Iraq e Afganistan), con la riproduzione ad arte che in esse avviene del nemico come essere sub-umano, da poter così uccidere e da considerare al di fuori o al di sotto della soglia del rispetto della dignità umana.

Si è discusso molto, inoltre, della (non) legge sul diritto di cittadinanza delle generazioni nate in Italia da genitori stranieri e l’Associazione Viva, partendo da qui, sta ragionando sull’esigenza di lavorare ad una proposta di legge di iniziativa popolare sulla cittadinanza per gli stranieri nati in Italia.

Al Teatro Rebis, “Da venerdì a domenico: viaggio di Robinson Crusoe”

Teatro Rebis - Da Venerdi a DomenicoMACERATA – Come scrive Joyce, Robinson è il primo vero personaggio inglese della letteratura inglese. Con Robinson Crusoe non nasce solo il romanzo inglese, ma un personaggio che diventerà metafora dell’epoca moderna e contemporanea. Robinson non è solo un personaggio, è una mentalità, una cultura, un modo di fare, un’ideologia.

Ed è proprio incentrato sulla figura metaforica di Robinson Crusoe lo spettacolo che andrà in scena sabato 31 ottobre 2009, dalle ore 21.00 presso il Teatro Rebis di Macerata, “Da Venerdì a Domenico: il viaggio di Robinson Crusoe”, di e con Lorenzo Pennacchietti. Regia Andrea Fazzini. A cui seguirà la conversazione con l’antropologa Barbara Sorgoni sui temi della colonizzazione e dell’integrazione.

Robinson è la conquista del nuovo mondo e la distruzione della sua popolazione. Robinson è la tratta degli schiavi. Non a caso, Robinson naufraga mentre sta andando a comprare schiavi in Africa. Il colonialismo, l’imperialismo, inglese prima e americano poi, il capitalismo più estremo ed arrogante. Robinson è lo sfruttamento dell’immigrazione, delle miniere del terzo mondo, è l’esportazione dei rifiuti tossici e radioattivi in Africa.

Quando Robinson incontra Venerdì, per prima cosa gli insegna a dire “padrone”, spiegandogli che quello è il suo nome. Così si faceva a quel tempo. Era normale. L’altro era qualcosa di funzionale al nostro profitto. “Per quanto questo traffico di creature umane possa apparire barbaro, inumano e contro natura, pure i mercanti hanno argomenti a loro favore. In primo luogo, il beneficio del traffico. In poche parole, da questo traffico derivano profitti che superano di gran lunga tutti gli inconvenienti, siano essi reali o presunti” (Temple Lutrell – parlamentare inglese, XVIII secolo).

Robinson è razzismo, ma, soprattutto, Robinson è ottusità. Stupidità. Essere ottuso significa essere chiuso. Robinson è completamente chiuso alla vita, arriva su un’isola dei Caraibi e si comporta come se stesse in Inghilterra, vuole vivere allo stesso modo, mangiare allo stesso modo, vestire allo stesso modo. Robinson non ascolta e non vede. Non si relaziona con i luoghi né con gli esseri che incontra, ma impone il suo modo di fare senza riflessione, senza critica, senza pensiero. Chiusura, ottusità, convinzione della propria giustezza, tutto questo costituisce le solide basi del razzismo, ma non solo. Ottusità ed obbedienza cieca ai valori culturali imposti. Robinson è anche la stupidità del soldato che spara sui civili perché gli viene ordinato.

Criticare Robinson, cioè, agire criticamente attorno al suo personaggio, al suo autore, alla sua epoca, alle sue riscritture, al suo mito, significa rimettersi e rimettere in discussione in una continua e necessaria lotta contro l’ottusità . “Ogni atto di violenza è una mancanza di ragionamento” (Balzac). In Da Venerdì a Domenico: il viaggio di Robinson Crusoe, la storia di Robinson ad un certo punto si interrompe e segue tre ipotesi diverse per il finale, disegnando infine un unico scenario possibile per una convivenza pacifica sulla nostra isola.

Lo spettacolo divaga, ritorna nella narrazione, ne esce di nuovo per dar spazio ai monologhi dei personaggi. Robinson viene attraversato tramite le sue riscritture (Defoe, Giroudoux , Tournier, Golding), con un linguaggio diretto che gioca con la narrazione, l’ironia, il cinismo, la satira, la letteratura, la storia, l’attualità e il futuro.

Vivafestival, nonviolenza e integrazione.

Manifesto del Vivafestival 2009MACERATA – Si torna a parlare d’integrazione e nonviolenza al Viva Festival 2009, in programma da sabato 30 ottobre fino al 18 novembre 2009. A presentare il festival, organizzato dall’associazione Viva e finanziato dal Comune di Macerata, con il patrocinio di Provincia, Regione, Pogas Marche e del Ministro della Gioventù, gli assessori comunali alla Cultura e all’ambiente Massimiliano Bianchini e Lorenzo Marconi.

Il Festival ha come filo conduttore la nonviolenza, partendo da dinamiche filosofiche e culturali, con spettacoli teatrali, conversazioni sull’integrazione, frammenti di verità al Caffè filosofico e il coinvolgimento di artisti come Ascanio Celestini.

“Un progetto che quest’anno va incontro a una rivoluzione – spiega Bianchini – Lo scorso 22 ottobre, infatti, è stato firmato un patto col Ministro delle Attività Giovanili, che eroga un finanziamento alle Marche di circa 45 mila euro, a favore della cultura.

A dare il via al festival sabato 31 lo spettacolo al Teatro Rebis “Da venerdì a Domenico, il viaggio di Robinson Crusoe”, di e con Lorenzo Pennacchietti, la regia di Andrea Fazzini. A seguire una conversazione con l’antropologa Barbara Sorgoni sui temi della colonizzazione e dell’integrazione.

Si prosegue con Il Caffè letterario al Pathos (6 novembre, ore 21) sulla parola e il significato della non violenza insieme alla moderatrice Vesna Bijelic, presidente dell’associazione nazionale Psicofilosofi. Il terzo incontro (12 novembre, ore 12) è all’Auditorium Svoboda dell’Accademia di Belle Arti. Andrea Martignoni presenterà una Lezione magistrale sul cinema d’animazione, in collaborazione col corso di comunicazione visiva multimediale. Il pomeriggio si conclude in corso della Repubblica, con Papel- vernissage di Simone Alessandrini e l’installazione di site specific.

Il 16 e 17 novembre l’appuntamento è con Amico Dolci: dopo l’incontro con le scuole Agraria e Itas di Macerata per video e filmati sul padre Danilo Dolci, dialogo collettivo al Pathos sulla Nonviolenza. Si chiude il 18 novembre al Teatro Rebis col monologo di Ascanio Celestini “Il razzismo è una brutta storia”.

da Corriere Adriatico, di Giorgia Giannetti.